Documento elaborato mediante l’aiuto e la consultazione delle fonti: Francesco Contardi: “La Casa sulla Roccia, Chiesa Parrocchiale di Maleo restauro 1988/1990” e “Maleo il cammino di una comunità attraverso la sua fede e la sua storia” 1992 tipografia VICIGUERRA Pizzighettone (CR)
LA CHIESA DEI SANTI GERVASIO E PROTASIO IN MALEO                                                                                             [Pag. 4/4]

Al di sotto della mensa di questo altare in un'urna di legno è conservato il corpo del Martire Sant'Ireneo, donato alla Chiesa di Maleo nel 1725 dal Marchese Manfredo Trecchi. Si tratta di un corpo di santo estratto da qualche catacomba romana. Il Santo, per la sua provenienza dall'acqua, (arrivò fin qui da Roma esclusivamente per via fluviale, ricevuto sulla sponda del Fiume Adda nei pressi della Cascina Bosco Trecchi di Maleo) è ancora oggi venerato e invocato durante il caldo e i lunghi periodi di siccità per ottenere la pioggia. In passato è stato mostrato in processione specie nelle lunghe estati calde e poco piovose. L'ultima processione con l'urna del santo risale all'estate 2003. Segue la Cappella del Sacro Cuore, ornata dal pittore lodigiano Zambellini, che presenta nella sua parte bassa il simulacro in legno della Vergine Dormiente, recentemente restaurata. Due sono gli esemplari della statua della Madonna Dormiente in Italia: il primo è quello del Santuario del Sacro Monte di Varallo e l’altro è quello della Chiesa malerina. Il termine Dormiente veniva usato nell’antica letteratura cristiana per indicare la morte della Vergine Maria. La Chiesa orientale e bizantina aveva una forte devozione per la “Dormitio Virginis”. La Dormizione di Maria ben presto si tradusse nel mistero dell’Assunzione di Maria Vergine al cielo. La Chiesa malerina dunque possiede entrambe le forme dell’Assunzione al cielo di Maria Vergine: quella tradizionale, in forma pittorica, e quella “orientale”rappresentata da questo simulacro. La prima cappella della navata destra è invece dedicata a San Giuseppe. La scultura è di opera moderna, mentre gli affreschi delle pareti laterali con le scene della Sacra Famiglia e del Transito di San Giuseppe sono stati eseguiti anch'essi dal Prof. Valtorta. Completa la navata il battistero, dotato di un artistico gruppo statuario moderno che rappresenta Il Battesimo di Gesù. Notevole è il fonte battesimale composto da una pila in marmo rosso di Verona per l'acqua santa e di una bacinella di forma ellittica coperta da una cupoletta settecentesca in legno con ornamenti di fiori. Lo spazio è circoscritto da una cancellata in ferro battuto decorata con roselline dorate. La Sacrestia si trova in testa alla navata sinistra; è arredata con robusti armadi in noce del XVIII secolo. Vi sono due grosse vetrate sulle quali sono riportati i simboli della Passione e dell'Eucarestia. Sopra il cassettone posto sulla parete frontale vi si trova un crocifisso ai cui lati vi sono le statue di San Francesco d'Assisi e di Santa Chiara, recentemente restaurate e riportate al loro originario splendore. Si tratta di statue risalenti al XVII secolo e provenienti dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie del soppresso convento di San Francesco presso l'omonima Cascina a pochi passi dal borgo malerino che fu la prima parrocchia del Venerabile Pietro Trabattoni prima di giungere a Maleo, ove resterà Arciprete per ben quarant'anni. Le sue spoglie si trovano in un sacello posto sul lato destro dell'ingresso della sacrestia, mentre sulla destra dell'ingresso si trova la lapide con la scritta in sua memoria. Fu proclamato Venerabile dalla Chiesa in virtù di una vita luminosa tutta spesa a servire Dio e i fratelli più poveri.